Microsoft e la filosofia Open Source

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Da diverso tempo Microsoft sta abbracciando il mondo open source, su più fronti e contesti. Sono molti infatti i seguaci della filosofia open: basti pensare allo spartiacque determinato da Linux, quale terza via contrapposta ai sistemi Microsoft o Apple.

Venti anni fa la parola Microsoft era percepita come sinonimo di chiusura, segretezza e, per gli utenti Linux, era visto come il male impenetrabile. Oggi questi due colossi non sono più in contrapposizione ma, anzi, si può dire che si attraggono a vicenda. Già da qualche tempo è infatti in atto una timida convergenza, soprattutto in nome di un mercato che rivendica a gran voce piattaforme in grado di supportare un maggior numero possibile di piattaforme e tecnologie.

A cui si aggiunge un cambio paradigmatico nelle proposte commerciali. Si è passati infatti da un sistema a licenza standard come nei vecchi sistemi operativi Windows 7 e Windows 8 ad aggiornamenti gratuiti per Windows 10. Una rivoluzione per un’azienda da sempre legatissima ai suoi sistemi operativi. 

Già nel 2018 il colosso di Redmond con a capo Satya Nadella aveva dato “segni di apertura” con l’acquisizione di GitHub, il più importante servizio di hosting per progetti di sviluppo software, entrato di fatto nella scuderia Microsoft con un investimento di 7,5 miliardi di dollari. In GitHub gli sviluppatori possono caricare il codice sorgente dei loro programmi e renderli disponibili ad altri utenti. Chiunque può mettersi in contatto con lo sviluppatore e collaborare per migliorarne il codice sorgente risolvendo bug o aggiungendo funzionalità.

Una mossa sicuramente strategica, che però dimostrava l’interesse di Microsoft per il mondo dell’open source, entrando dalla porta principale del microcosmo degli sviluppatori, di solito dimostratisi molto critici in passato verso i sistemi Windows e tutta la suite Microsoft. Un lento processo di “liberalizzazione” e riposizionamento di Microsoft culminato nel 2019 con l’adesione all’Open Invention Network (OIN), un network in cui i membri delle community si impegnano a sviluppare prodotti open source, cioè liberi dalle licenze e dalle royalty che caratterizzano i “normali” brevetti industriali per favorire e sostenere l’Open Innovation, che vede sedute al tavolo tutte le maggiori compagnie: Google, IBM, Canon, Daimler, Red Hat, SUSE, SpaceX, SAP, Sony, Canonical e molti altri gruppi più piccoli, disposti a condividere tutta la libreria di brevetti, permettendone la modifica e l’utilizzo entro determinati vincoli. È una rivoluzione se si pensa che Microsoft allora contava oltre 60.000 brevetti proprietari (da cui rimangono comunque esclusi i sistemi operativi Windows e molte applicazioni desktop).

In virtù di questo, Microsoft si è impegnata a pubblicare le nuove linee guida inerenti la condivisione dei suoi dati e a sviluppare nuove collaborazioni intorno ai dati condivisi entro il 2022. L’idea è quella di investire in nuovi strumenti che riescano a facilitare la condivisione dei propri dati e di quelli di altre aziende.

Emergenza Covid-19: un’ulteriore conferma

L’emergenza Coronavirus ci ha dimostrato quanto siamo collegati gli uni agli altri, e quanto dovremmo ragionare secondo una direzione (e un destino) comune. Il progresso non può essere prerogativa soltanto di alcuni: la ricerca congiunta di un vaccino quale bene universale può offrirci un parallelo, ovviamente con le dovute proporzioni, sui benefici di un mondo che si muove su paradigmi collaborativi anziché divergenti. E il progresso passa anche dal digitale, da tutto ciò che può offrire per migliorare le nostre vite. Lapalissiano dire che tecnologia dovrebbe essere al servizio delle persone e non viceversa, ma tutt’altro che retorico è intraprendere questa rivoluzione culturale del benessere anteposto al profitto massimalista. 

Anche Microsoft ha deciso di contribuire attivamente nell’ambito digitale, venendo incontro a tutte quelle aziende e imprese che si son ritrovate a dover fare i conti con lo Smart Working, termine finora poco utilizzato. Ha messo a disposizione di tutte le aziende l’utilizzo gratuito per un anno di Microsoft 365, nonché la versione pro di Microsoft Teams.

Microsoft 365 è una suite a pagamento che include tutti gli applicativi di Office (quali Word, Excel, PowerPoint, Access, Outlook, Publisher) e altri strumenti utili per la gestione e ottimizzazione dei processi lavorativi. 

Microsoft Teams, di cui abbiamo già parlato, permette di creare un ambiente di collaborazione che include funzionalità come: chat di gruppo e individuali, videochiamate, condivisione di file, archiviazione in sicurezza, definizione di task e obiettivi di periodo.
Il tutto perfettamente integrato con gli altri strumenti di Microsoft e con applicativi di terze parti. 

Se anche tu vuoi scoprire le opportunità derivanti dagli applicativi Microsoft, e sfruttare anche questo periodo di solidarietà digitale per integrarle nella tua azienda, chiamaci per una consulenza preliminare sulla situazione attuale. Noi di IWG possiamo aiutarti a ripartire dopo l’emergenza Coronavirus e studiare insieme le migliori soluzioni messe a disposizione da Microsoft per ottimizzare i tuoi processi lavorativi e dare inizio a quel processo di trasformazione digitale che hai rimandato già da troppo tempo.

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